Progetto Wonder

La ricerca di ciò che ovunque è invisibile

 

Fotografare un mondo invisibile

Il Progetto Wonder offre un luogo dove si possa ripensare ad accadimenti speciali e difficilmente categorizzabili. Il progetto si nutre delle ricerche antropologiche svolte da Marcel Mauss, Claude LèviStrauss, Ernesto De Martino, Jorges Luis Borges ed altri pensatori che si sono interrogati su quanto un sistema simbolico e magico sia presente e condizioni le vite delle società moderne e contemporanee. La ricerca sul campo ci permette di rendere esperienza gli studi e dunque incontrare le persone e conoscere i luoghi che abitiamo per poco o molto tempo.
Nel 2018, durante le residenze artistiche estive (San Cipriano Picentino e Roma), DispensaBarzotti dà il via a questo progetto in fieri, interrogando le comunità locali dei luoghi in cui si trova su che cosa sia “La magia“. Una stanza, un luogo di tenue luce calda dove si può stare soli o accompagnati dai componenti della compagnia, e una domanda : “Hai mai vissuto un’esperienza magica?” E poi un registratore, un tavolo di legno e un grande libro – “Dai un titolo alla tua esperienza magica” recita la copertina – per raccogliere le preziose testimonianze delle persone di svariate età e diverse provenienze che abbiamo incontrato. Ad ora, abbiamo raccolto storie d’amore, di piccoli accadimenti poetici nella quotidianità e di grandi miracoli; racconti di presagi, di presenze, di visioni e di attimi di surrealtà ed irrealtà che irrompono nella realtà.

«Io non credo a queste cose, MA…», spesso ci è capitato che i partecipanti si giustificassero con un incipit di questo tipo, evidenziando il meraviglioso paradosso di affermare qualcosa e contemporaneamente affermare di non crederci. È emersa una dimensione di mistero molto forte presente nell’intimità delle persone.

I territori dell’intimo

Laddove abbiamo potuto, o siamo stati in grado, la possibilità di risvegliare una sensazione di stupore e meraviglia, di mistero e d’incanto ha guidato le nostre scelte artistiche. La magia spettacolare prende vita anche da alcuni aspetti della magia rituale e uno dei nostri obiettivi è che la magia accada, ogni volta, davanti ai nostri occhi e agli occhi dello spettatore. Non è solamente un discorso di trucchi ed effetti, ma il fattore importante, ci sembra, è quella determinata atmosfera che si muove tra il possibile e l’impossibile, tra realtà ed immaginazione, tra umano e non umano, tra vita e morte. Ecco che, una ricerca come Wonder, ci serve per determinare un confine, per scoprire dove l’impossibile e l’immaginazione possono essere contemplati e vissuti nella propria esperienza. Quali sono le costanti, quali i luoghi in cui questo accade? Per fare di tutto ciò una realtà e non un discorso, per cercare di guardare ai confini sottili dell’illusione, per cercare un linguaggio che possa essere poi -in sala- creato. Per vivere, per qualche istante, nei territori dell’intimo.