Victor

Liberamente ispirato a “Frankenstein” di Mary Shelley

Miglior spettacolo a Sfumato Festival / Small Season 2018
Premio delle Giurie “Direction Under 30 2017”
Progetto vincitore del bando “Strabismi 2017”
Progetto vincitore del bando “Casa con vista Fringe 2017” | Torino Fringe Festival

di DispensaBarzotti

produzione DispensaBarzotti
con la collaborazione di UOT_Teatro alla Corte di Giarola

regia Alessandra Ventrella
collaborazione al progetto Riccardo Calabrò e Consuelo Ghiretti
con Rocco Manfredi, Consuelo Ghiretti, Riccardo Calabrò
luci e suono Alessandra Ventrella
consulenza tecnica Jannick De Sousa Mendes
scene Rocco Manfredi

residenze artistiche 

UOT_Teatro alla Corte di Giarola,
Santa Caterina Performing Arts,
Casa del Teatro Ragazzi e Giovani ONLUS,
Spazio ZUT!, Teatro Europa

“Ogni storia d’amore è una storia di fantasmi” D.F.Wallace

Due gambe spezzate tentano di alzarsi, i piedi cercano di sollevarsi da terra ma affondano nel pavimento.
Gli occhi annebbiati stanno per cedere, mentre la luce continua da entrare da una finestra che cola, goccia dopo goccia. Tutto piange intorno a questo corpo, inondando una stanza.
Eppure Victor è ancora vivo, immerso in un acquario, come un pesce sul punto di morire in preda alle convulsioni.
C’è una creatura fradicia, di notte, che lo viene a trovare, riportandolo a galla.
Meravigliosa evoca ricordi lontani o futuri mai realizzati, illudendolo di trovare riparo.
Le cose che lo tengono in vita sono le stesse che lo fanno sprofondare.
Victor osserva immobile il congelarsi del tempo da sotto lo strato di ghiaccio che lo imprigiona.
Qualcuno vada e appicchi il fuoco.

“Victor” è il primo lavoro ispirato a grandi romanzi dell’ “orrore” e il primo capitolo di un’ideale “Trilogia dell’Immortalità” a cui seguiranno “Dracula” di Bram Stoker e “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde” di Robert Louis Stevenson. L’idea di questi tre spettacoli nasce dal nostro desiderio di raccontare le potenze incontrollabili che abitano i nostri corpi.

 

In Frankenstein esistevano naturalmente immagini, atmosfere ed emozioni che stavano dentro di noi prima del teatro, come persone, e che avevamo l’urgenza di provare a raccontare. Raccontare non tanto un romantico intreccio, quanto piuttosto i suoi protagonisti. Gli incubi, la paura che diventa malattia. La solitudine di cui ci si libererà, forse, in un’altra vita. In noi e tra di noi si creano  dei “mostri”, qualcosa d’ingovernabile che non avremmo mai desiderato creare.

Abbiamo pensato tanto all’abbandono, che fa piangere tutto. Non accettare la fine. Voler ridare vita e anima a tutto, continuamente, ad ogni costo. Abbiamo guardato al rapporto tra Victor Frankenstein  e la sua creatura come ad una metafora dai molteplici significati.  Ci siamo soffermati sulla relazione tra Victor ed il suo amore Elizabeth.

“Victor” è il tentativo di dipingere il ritratto di un’ interiorità. Un oceano interiore dove galleggiano rovine, dove emergono tutte le cose che sono morte ma che non hanno fine, tutte le cose che cerchiamo di tenere legate a noi, tutto ciò contro cui lottiamo per non divenire spettri di noi stessi.

Il presente di Victor è fatto di  memorie lontane o di futuri mai realizzati; poi, tutto scompare e non rimane che un sacro altare fatto di fiammelle instabili che durano per poco, fuochi fatui di cui le braci non riprenderanno a fiammeggiare. Solo per un attimo sembra che una grande fiammata stia per accendersi, una fiamma vera, calda, abbagliante, leggera e forte. Forse è solo un sogno, ma un sogno tanto vagheggiato da precipitarci in un altro mondo…

“Per la delicatezza e la poesia con cui è stato trattato il tema.
Per la padronanza del linguaggio e l’originalità della messa in scena.
Per la molteplicità dei temi di lettura.
Per l’immediatezza, la fruibilità e la forza della resa estetica.”
Direction Under 30 2017, Motivazione della giuria

”Il nuovo spettacolo della giovane compagnia di Parma travalica le forme, mescolando il teatro al cinema, l’illusionismo all’arte visiva. Un’esperienza totalizzante da vivere a bocca aperta, come bambini al circo, senza dimenticare la fortissima carica poetica ed emotiva che difficilmente può lasciare indifferenti.”
Carlo D’Acquisto, Papavero Blog 2017 – Teatro Sociale Gualtieri